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Scalando il k2: guida ragionata per affrontare gli avversari proibitivi( parte seconda)

di managazz (18/07/2007 - 19:05)


Nel precedente articolo , abbiamo visto come si può  affrontare un avversario nettamente più forte ( diciamo pure "fuori portata" )  evitando di lasciarsi fare a pezzi e riuscendo anche a giocarsela alla pari.La particolare impostazione della partita , giocata secondo uno schema di apertura "atipico" , ha sicuramente premiato il buon senso e la fiducia in se stesso del bianco , che ha giocato mosse posizionalmente  sane e dirette a realizzare piani attivi .Ma che succede ,direte voi,quando c'è di mezzo qualche apertura " teorica "??? Lì la preparazione del giocatore titolato deve vincere quasi da sola....appunto ....QUASI !!! Ma per l'appunto " QUASI NON CONTA"!

 

 Vancini,Edoardo - Del Giudice ,Stefano [B07]
Bratto 2002,

 

B07: Difesa Pirc: sistemi vari

Ok,il mio avversario stavolta non è un GM ma un "semplice" Maestro Fide....poca cosa ??? Si tratta di giocatori da 2300 punti elo e passa , vale a dire giocatori in grado  ,per esperienza,preparazione e forza pratica di gioco , di infilzare qualsiasi avversario , compresi i tanto celebrati Grandi maestri Internazionali....il MF Edoardo Vancini , in particolare , è giocatore notoriamente esperto e molto ben preparato teoricamente, il che lo rende un avversario praticamente proibitivo ( specialmente di bianco ) per un candidatello da 2070 punti elo !!!!

Insomma , il primo turno del torneo di Bratto comincia in salita.... una partita inutile o una meravigliosa opportunità? Comprendo che dipende solo da me...... 

 1.e4 d6 2.d4 Cf6 3.Cc3 g6

La difesa Pirc è stata per un certo periodo la mia difesa principale contro l'apertura di re.

4.Ag5 Ag7 5.Dd2 h6 6.Ah4 0-0 7.f4 c5 8.dxc5

 Il Maestro Fide non si smentisce e sceglie una variante non di moda ( 4 Ag5) ma molto insidiosa.Arrivato all'ottava mossa , in particolare , mi trovo  dover scegliere fra la linea principale ( 8....Da5 , sacrificando momentaneamente il pedone per minacciare un controgioco al centro con 9...Ce4 ) ed un'alternativa che avevo analizzato giorni prima a casa ,chiedendomi come mai non fosse presa in considerazione da nessun testo teorico( 8...dxc5 ). Che fare ? Decido per la seconda ipotesi , basandomi su due considerazioni di fondo : la linea principale non ha uno score molto positivo per il nero ( e del resto la "partita modello " di quasi tutti i manuali è una De Firmian -Gulko in cui il bianco suda e fatica ma alla fine  vince; se davvero la ripresa di pedone non ha una confutazione ..perchè non giocarla ? In più c'è l'effetto sorpresa.....

dxc5 9.0-0-0 Dxd2+ 10.Txd2 Cc6 11.e5N [ come ho scoperto successivamente la mossa giocata da Vancini è una novità rispetto alla "teorica "11.Cf3 Ae6 12.e5 Ch5 13.Cd5 Axd5 14.Txd5 Cxf4 15.Txc5 Tfd8 16.Ag3 Ce6 17.Tb5 b6 18.Tb3 Tac8 19.Te3 h5 20.Te1 Cb4 21.c3 Cd3+ 22.Axd3 Txd3 23.Td1 Tcd8 24.Txd3 Txd3 25.Rc2 Td8 Dahlmann,D-Helmert,J/Ruhrgebiet 1996/EXT 2002/1/2-1/2 (41)] 11...Ch5 

Senza  paura , provando a giocarsela alla pari. E' opinione comune che quando si gioca contro avversari più forti i tatticsmi vadano evitati...può darsi che questo in linea di massima sia vero, ma se la posizione lo richiede  non ci si può tirare indietro. Adesso per esempio è molto importante ribattere colpo su colpo ai tentativi del bianco di guadagnare spazio o materiale e questo può essere fatto solo giocando attivamente.

12.Cd5  [12.g3!?+/= è degna di considerazione ma il vantaggio del bianco è davvero minimo],  12...Cxf4= 13.Cxe7+ ( 13Cxf4 g5 permette la nero di riguadagnar il pezzo ) Cxe7 14.Axe7 Te8 15.Axc5 Txe5 16.Td8+ Rh7 17.Af2 Ce6 18.Td1 Cg5 19.Ac4 [è meglio 19.Cf3 Cxf3 20.gxf3 Af5=/+ ed il nero ha solo un lieve vantaggio ] 19...Ag4-/+ 

Il bilancio dell'apertura è stato fallimentare per il bianco che è uscito malconcio dalla schermaglia tattica e deve rintuzzare la poderosa attività dei pezzi bianchi.

 20.Tf1 Tc8 21.Ab3 a5 22.h4 [22.c3 b5 23.Ad4 Te7 24.Axg7 Rxg7-/+] 22...Ce4 23.Ae1 [forse è preferibile 23.Ad4!? Te7 24.Axg7 Rxg7 25.Cf3-/+] 23...Cc5 24.Ac3 Cxb3+ 25.axb3 Td5?!

La mossa non è brutta in sè , ma è  l'atteggiamento mentale che è sbagliato.Vi pare che un maestro fide possa cadere dritto dritto nella trappoletta ,giocando 26 Txf7  e prendendo matto con 26 .......Td1 ?????  Ecco la lezione: fiducia in se stessi non deve diventare spocchiosa spavalderia....in questo caso era assai più "utile " la  modesta ma ottima 25...Te7 , col probabile seguito 26.Axg7 Rxg7 27.c3....con chiaro vantaggio per il nero.Ora invece  le cose si complicano un po'....

26.Ch3 Axc3 27.bxc3 27...Rg7 28.Cf4 [>=28.Cf2!? merita considerazione 28...Af5 29.c4 ed il vantaggio dl nero è minimo:  ] 28...Tdc5-/+ 29.c4 Af5 [va bene anche 29...b5 30.Cd3 T5c7 31.Ce5-/+] 30.Cd5 [e non 30.Thg1 b5 31.g4 Ad7-/+]

Come sicuramente avrete ormai capito , i giocatori forti sono tali anche e soprattutto nelle posizioni difficili , perchè sanno sempre come creare problemi agli avversari ed indurli all'errore. Adesso per esempio si minaccia   31 Ce7  e risposte "tranquille " tipo 31..... Ae6 danno il tempo al bianco di ripiazzare le torri e magari provare anche a riprendersi l'iniziativa . Ergo...adesso bisogna pensare a lungo e fare attenzione , perchè ci vuole qualcosa di drastico , per non mollare la presa!!!

 30...Axc2! 

Lo so , per qualcuno dare questo forte alfiere può sembrare uno spreco ,ma un pedone è un pedone e soprattutto il rebianco è un po' meno protetto adesso ....

 31.Cb6?

Dopo tutto era meglio rassegnarsi a dare il pedone con 31.Rxc2 Txd5 : è vero che il bianco guadagna la qualità , ma il suo re rimane pericolosamente scoperto e soprattutto si lascia al nero un secondo pedone

31...Axb3-+ 32.Cxc8 Txc8 33.Rb2 Axc4

terzo pedone ,ma "virtuale"

34.Ta1 Ad5

Qualcuno potrebbe ora chiedersi perchè non difendo il pedone a5 , ad esempio giocando b6.La risposta è di ordine pratico :essendo ormai in zeitnoit ( due minuti scarsi sull'orologio) ,decido di non permettere al mio avversario di paralizzarmi i pezzi inchiodando il mio alfiere c4 con la mossa Th1-c1.Preferisco pertanto una mossa attiva con la quale minaccio di cambiare il mio pedone a5  per  il suo pedone g2

35.Th2 Te8 1/2-1/2

La mia proposta di patta , accettata dopo qualche esitazione , può apparire eccessivamente "pavida"  e sicuramente incoerente con l'atteggiamento fino ad ora tenuto in partita. E' bene però fare alcune considerazioni di ordine meramente pratico , fermo restando che anche dopo 35 g4 ( e non Txa5  Te2 36 Rc3 Txg2  37 Txg2  Axg2 con finale straripante ) il vantaggio del nero è nettissimo e probabilmente decisivo: dopo una partita così ben giocata , non ho proprio voglia di rovinare tutto per muovere "lampo" ed arrivare alla quarantesima mossa , senza contare che muovere la classifica sino dal primo turno è sempre il miglior modo di iniziare un torneo ...

Ricapitolando , credo che la partita qui presentata illustri bene quel mix di preparazione , coraggio e sano realismo che permette di raggiungere risultati sulla carta improponibili. Meditate gente.......... 

 

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Scalando il K2: guida ragionata per gli avversari proibitivi ( parte prima)

di managazz (16/07/2007 - 13:54)


E' opinione comune , specie fra i principianti , che affrontare in partita avversari nettamente più forti sia solo una perdita di tempo , una  umiliazione non necessaria che sottolinea in modo drammatico ed impietoso la distanza siderale fra  un principiante ed un vero giocatore di scacchi.Tale convinzione , in verità , è fondamentalmente errata ,anche e soprattutto per i seguenti motivi:

1 .giocare con chi è più forte mette a nudo i propri difetti e quindi offre utili indicazioni su cosa bisogna fare per migliorarsi

2. giocare con chi è più forte permette di giocare liberi da responsabilità e pertanto la qualità del gioco può beneficiare dal fatto di non essere condizionata dalla sindrome del risultato 

3. sfruttare le analisi post-mortem può essere estremamente illuminante per capire i difetti del proprio modo di ragionare sulla scacchiera 

In questo articolo ,cercherò di dimostrare con un esempio pratico tratto dalla mia personale esperienza   come l'incontro con un avversario tremendamente più forte ( nel caso specifico un GM ) possa effettivamente una splendida opportunità piuttosto che una jattura........

 

 

(1131) Del Giudice,Stefano - Blatny,Pavel (2520) [B06]
Schwarzach op-A Schwarzach (1), 22.08.1998

 

B06: Difesa Moderna

La presente partita fu giocata al primo turno di un forte open che ogni anno si tiene in Austria ( a Schwazach , per la precisione ) verso la fine di agosto e che vede la partecipazione , oltre ai soliti duecento -duecentocinquanta giocatori di varia forza e provenienza ) di un lotto più che rispettabile di GM ed MI .In altre parole , una occasione unica per andare a caccia della sospirata tranche FIDE !!! Nel caso specifico , il mio soggiorno austriaco iniziò proprio con un avversario "fuori portata" , ossia con quel GM boemo di nome Pavel Blatny che solo poche settimane prima era risultato terzo assoluto all'Open di New York . Che fare?  Giocare rassegnati in attesa di un avversario abbordabile  nel turno successivo? Chiudersi a riccio in difesa di un trapattoniano quanto imporbabile zero a zero ? Niente di tutto questo...semplicemente giocare a scacchi provando a dare il massimo..... 

1.e4 c6 2.d4 g6 3.Cf3 d5 4.e5 Ag7 5.Ad3 b6 

il mio avversario , un esperto GM dallo stile estroso e vagamente "trappoloso" , cerca di mescolare le carte per portarmi fuori dal seminato e far valere la propria  superiore comprensione posizionale: in questo caso, egli applica alla sua Difesa Moderna l'idea tipica della francese di aprire il fianchetto di donna e cambiare gli alfieri campochiaro  ...ok,c'è da stare attenti,ma la posizione non cela tranelli evidenti ed il piano che ho in mente sembra logico.Controllo e ricontrollo ( non è un semi-lampo,si può e si deve pensare ) ma non vedo controindicazioni alla mia idea: fiducia in se stessi ,dunque , e bravo a lui se ha visto di più !!

6.0-0N [ Solo recentemente ho scoperto che qualcun altro ha giocato diversamente ...  6.c3 Aa6 7.0-0 Dc8 8.De2 Axd3 9.Dxd3 Da6 10.Dxa6 Cxa6 11.Af4 e6 12.Cbd2 h6 13.h4 Ce7 14.Tfe1 Rd7 15.b4 Thc8 16.a4 Af8 17.Cb3 c5 18.b5 c4 19.Cbd2 Cc7 20.Cb1 a6 Echeguren,G (2135)-Blatny,P (2520)/Buenos Aires 1998/CBM 067 ext/0-1 (57)] 6...Aa6 [6...Ch6 7.Af4+/-] 7.Te1 Dc8 8.e6 !

Benchè formalmente la mossa "nuova" sia l'arrocco corto effettuato due tratti or sono ,la vera novità è questo sacrificio al veleno che , se accettato , porterebbe il bianco in vantaggio decisivo. In sostanza il bianco sta giocando l'apertura in modo sufficientemente pressante e creativo ed il GM deve adesso affidarsi alla sua abilità per sostenere la posizione.   

f6 [8...fxe6 9.Cg5 e5 10.dxe5+/-] 9.Cc3 Ch6 10.Af4 Axd3 11.Dxd3 Da6 12.Dd2 g5 13.Ag3

Per quanto possa apparire strano questo è un momento critico ed estremamente istruttivo della partita: il bianco ha una posizione superiore e deve preoccuparsi prima di ogni altra cosa  di impedire al nero di sfuggire alla presa e crearsi un controgioco. Col senno di poi , e con molta esperienza in più , oggi non perderei quasi un'ora di tempo per cercare il sacrificio vincente in g5 ( di cavallo o d'alfiere ) , ma mi rassegnerei dopo una prima occhiata e mi concentrerei proprio sulla posizione che scaturisce dalla ritirata dell'alfiere in g3:  è pericolosissimo mettersi senza motivo in zeitnoit quando l'avversario è più forte e la posizione contiene trappole potenziali e possibilità nascoste. D'altra parte sarebbe sbagliato non riconoscere al GM Blatny il merito di saper applicare   quello che Botvinnik e Kotov chiamavano " il principio di massima difficoltà"  , ossia l'arte sottile di seminare lungo il percorso della partita enigmi tattico-posizionali per indurre l'avversario all'errore e ribaltare il corso degli eventi...per ora , non ci sono cascato ,ma intanto ho pagato un caro prezzo in termini di tempo di riflessione.....

 [13.Axg5 fxg5 14.Dxg5 0-0 15.Dxe7 Af6 16.Dc7 Dc8; 13.Cxg5 fxg5 14.Axg5 Cf5] 13...Cf5

Il GM ,evidentemente desideroso di ottenere prima possibile un controgioco attivo , intraprende una azione rivolta al punto d4 , attualmente ben sostenuto dai miei pezzi ma potenzialmente vulnerabile ,ad esempio , se il nero potesse impunemente spingere in c5. Questa volta è necessario riflettere a lungo per trovare non solo l'idea giusta ma anche la sua giustificazione in termini tattici .Il tempo sprecato prima mi avrebbe fatto molto comodo ,ma ormai è inutile piangere sul latte versato e prendo la decisione più energica che , ovviamente , è ancora la migliore....    

14.b4 Dc4 15.Cd1 0-0 16.Ce3 Cxe3 17.Txe3 a5

 Ancora un tentativo per intorbidare le acque ..il nero deve spingere in c5 se vuole mettere in discussione il vantaggio del bianco .

 18.bxa5 Txa5 19.Tb3 Da6

Le schermaglie sul lato di donna , alla fine , non stanno alterando il carattere della posizione , nettamente vantaggiosa per il bianco. A questo punto però , avendo impedito al nero di attuare il suo controgioco , giudico maturi i tempi di una rinnovata offensiva al precario lato di re  avversario. Ok,dovrò giocare una decina di mosse blitz per arrivare alla quarantesima, ma contro un avversario così forte non ci si può permettere di giocare di ruotine...potrebbe essere un errore imperdonabile!   

20.h4 g4 21.Axb8 [ il GM Valery Beim , nell'analisi post mortem ha qui proposto 21.Ch2!? b5 giudicando la posizione come vinta dal bianco.....però anche la mossa giocata da me a ritmo blitz su playchess non è cattiva ] 21...gxf3+/- 22.Af4 De2 [ lascio ai lettori la constatazione dell'insfficienza di 22...Ta3+/-]

Il GM gioca l'ultima carta avvelenata,l'ultimo tranello per rientrare in partita ...stavolta però gli va bene , vuoi per lo zeitnoit , vuoi per una mia grave leggerezza:avendo scongiurato la spinta in c5 ( il leit motiv dei piani del nero ) ed avendo minacciose possibilità di attacco contro il suo arrocco ( v. anche il potenziale aggressivo della torre in terza traversa ) mi dimentico di fare quello che ho fatto ( e con profitto ) fino ad ora , ossia pensare su tutto il fronte  di gioco .Ne segue una mossa meccanica ( e quindi cattiva ) che sciupa tutto il vantaggio.

23.Te1 ???[>= è difficile per il nero inventare qualcosa dopo 23.Txb6 Ta4 24.Txc6 Dxd2 25.Axd2 Txd4 26.Ae3 , perchè oltre al pedone in più ,al favoloso pedone passato in a2 ed al debole pedone f3 egli deve fare i conti con un alfiere in g7 completamente passivo  ] 23...Dxd2= 24.Axd2 Txa2 25.Ab4 ?!

 Ecco un'idea pseudo -attiva , che consuma tempo e ,oltre tutto , non funziona : anzichè aggrapparmi al pedone e6 ,avrei dovuto giocare 25.Tc1!? ,che rende la posizione perfettamente tenibile anche se " solo" pari ( il bianco recupera a scelta il pedone b6 o quello f3). Un errore frequente che si commette giocando con avversari più forti è spesso quello di non riuscire a "riqualificare " i propri piani quando la situazione sulla scacchiera cambia bruscamente...

25...Txc2=/+ 26.Axe7 Te8 27.Ad6??  [ è decisamente migliore27.Aa3!?=/+ il bianco si comporta come se stesse ancora attaccando e si dimentica che adesso arriva.......] 27...Te2 !!-/+ 28.Txe2? [ adesso è sicuramente meglio 28.Tc1 f5 29.Txb6 T2xe6 30.Tbxc6 , anche se las caduta del pedone d4 dà vantaggio netto al nero ] 28...fxe2-+ 29.Te3 f5 0-1

Amaro richiamo alla realtà : nn c'è difesa sia dopo 30 Txe2 Axd4 che dopo 30 Ae5 Txe6.

La morale di questa partita può essere sintetizzata nel modo che segue: avrei potuto fare meglio rinunciando al mio solito stile di gioco e giocando per lo zero a zero? Non credo.

Viceversa, l'esame di questa partita , condiviso dal mio titolato avversario e da altri partecipanti al torneo , mi ha permesso di mettere a fuoco errori importanti da me commessi in quella occasione e che , proprio da allora , ho incominciato ad eliminare .

In ultimo , proprio la consapevolezza di aver saputo affrontare un GM ad armi pari ( al di là del risultato) mi ha dato la fiducia e la convinzione per giocare al meglio il resto del torneo , concluso con un risultato di 3 e mezzo su nove avendo regolarmente affrontato avversari   con Elo notevolmente superiore ed acquisendo una tranche Fide di 2097 pti Elo !!!!  

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Absolute beginners

di managazz (19/08/2006 - 22:06)

Poichè Managazz non vuol farsi mancare nulla , ecco una sezione dedicata per i nuovi adepti , coloro che nulla sanno e nulla intendono del nostro gioco e del nostro mondo ma subiscono il sottile fascino di quella graticola di sogni e di speranze che è la scacchiera.....Intendiamoci , lungi da noi arruolare fanatici integralisti da immolare alla causa dello scacco mortale ( tanto per citare un celebre ed inutile filmazzo hollywoodiano   ) , ma perchè , una volta tanto , anche noi scacchisti non proviamo a " raccontarci " a chi ci vuole conoscerci meglio senza fare i "supereroi della mente "???? Forse anche noi  , in definitiva , abbiamo tutto da guadagnare da un sano bagno di semplicità , se non altro per ritrovare in chi si accosta a noi quella gioia che ci ha accompagnato quando abbiamo scoperto questo   misterioso ed affascinante mondo.

Tanto per cominciare , dunque , sarà il caso di descrivere i pezzi ed il terreno di gioco , tanto per familiarizzarci con la situazione: il campo di battaglia è un quadrato suddiviso in otto colonne ed otto traverse che , intersecandosi , danno luogo a 64 " case" . Schierati , su due lati , stanno due eserciti perfettamente uguali , ciascuno posizionato sulle due traverse estreme : la fila più avanzata è occupata da una falange di 8 pedoni , che loro volta proteggono il re , negli eserciti antichi comandante in capo per eccellenza , e la regina , pezzo potente e temutissimo .Al loro fianco , su entrambi i lati , un alfiere, un cavallo ed una torre ricordano i vessilliferi ( dall'arabo al fil ) , la cavalleria e le macchine da guerra che abbiamo conosciuto dai libri di storia antica . Forse questo vuol dire che Alessandro Magno giocava a scacchi? certo che no , anche se al sociologo Huizinga ( quello del celebre saggio Homo Ludens ) non dispiacerebbe affatto...di sicuro però a scacchi giocavano ( e bene ! )  molti generali arabi , al punto da consegnare alla storia il momento conclusivo del gioco rappresentandolo con due semplici parole : Sha met , il re è morto , l'atto finale di una battaglia combattuta all'ultimo sangue e conclusa con la morte del condottiero avversario ( prassi frequente nel mondo antico). La morte del re avversario è dunque lo scopo  del gioco e null'altro conta , perchè a scacchi non si vince ai punti...dunque  gli scacchi sono violenza ? in un certo senso si , ma non è il caso di confonderli con il wrestling o cose simili...diciamo che , quasi come in un'arte marziale ,  la tempra e l'intelligenza diventano tutt'uno con la volontà , la disciplina interiore e la capacità di superare le avversità. Gli scacchi non sono più violenti della vita , perchè in fondo nulla sono se non una metafora della vita : sono la guerra senz'odio di Rommel , le mille astuzie di Ulisse , l'abilità tutta umana di cadere , rialzarsi ed imparare   dalle proprie sconfitte .

Adesso guardate i pezzi , schierati sulla scacchiera.....non livedete già diversi da poco fa ?

    

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