Lingue bollite in salsa di fiele

No, non c'è nessun errore : non si parla di gastronomia ,ma di gente malevola che parla male del prossimo per invidia e per non saper fare nulla di meglio .E' la gente che purtroppo condiziona in negativo l'ambiente in cui si trova , che sia il luogo di lavoro , il proprio condominio o financo il circolo scacchistico presso cui si è malaugaratamente tesserato. E' la gente solitamente amica di tutti , in apparenza , pronta se del caso all'adulazione ed al servilismo come ,allo stesso modo , alla più bieca calunnia ; è la gente che ti sorride ma ti pugnala alle spalle , specialmente se non sei come loro ed hai i gravissimo torto di farti i sacrosanti cavoli tuoi; è la gente ,soprattutto , che si preoccupa di capire se stai più simpatico o meno a Tizio e a Caio , così da sapere con chi e fino a che punto parlar male di te in ogni occasione utile e comunque rigorosamente in tua assenza ; è la gente , insomma , che devi ringraziare quando ti accorgi,solitamente troppo tardi , che l'ambiente intorno a te è avvelenato come l'acqua dei pozzi nelle guerre medievali.
Come dicevo, molti circoli scacchistici hanno personaggi di questo tipo e molti di questi possono dirsi fortunati se la concetrazione di tali soggetti nel contesto dei soci tende ad assomigliare allo stato di irreparabile solitudine cui è condannata la celebre particella di sodio dell'acqua minerale... accade in quesi casi che l'elemento negativo , constatata l'inutilità dei suoi sforzi , cronicizza la propria azione riducendola a quelle piccole e inutili problematiche che toccano il suo mediocre ed inutile esistere scacchistico , quali ad esempio il colore degli orologi nuovi comprati per il circolo , la data di inizio del torneo sociale ( su cui però "ufficialmente " si è detto d'accordo ) e la deleteria crescita del livello di gioco dei tornei di seconda nazionale. Sostanzialmente , il circolo , inteso come insieme di persone civili , maggiorenni e vaccinate , sviluppa i propri anticorpi e circoscrive la patologia.
Cosa accade ,però , se la concentrazione di elementi nocivi ha una consistenza rilevante in rapporto al numero dei tesserati? La domanda non è peregrina , perchè le particelle di "sodio " ( ma le mie residue nozioni di chimica mi consigliano di sostituire il sodio con lo stronzio) tendono a strillare e strillare per accertarsi di non essere sole , salvo poi aggrumarsi pericolosamente una volta che si sono riconosciute e vicendevolmente incoraggiate . A questo punto , è evidente che il processo che si mette in moto non è la gioiosa sopavvivenza di quattro idioti , ma il pericoloso allignare di una colonia di malevoli e distruttivi personaggi che producono fiele a volontà e pretendono di imporre la propria mediocrità a canone assoluto della vita del circolo. Tale giudizio può apparire esagerato , ma a ben vedere non è così: chi fa della maldicenza e della falsità il proprio modo di rapportarsi col prossimo non può che ribaltare tale atteggiamento nelle struture associate in cui si muovono , il che significa , applicato ad un circolo scacchistico , puntare l'indice verso chiunque si impegni per la buona riuscita delle attività sociali e spenda tempo ed energie per far decollare nell'interesse comune nuove iniziative.
Accade così che se TIzio diventa finalmente candidato maestro la paola d'ordine è distruggerlo con insinuazioni ed ogni genere di dileggio , mentre per Caio , che ha avuto l'ardire di proporre un torneo week end invece dei soliti semilampo , la punizione consiste nel farlo passare ,agli occhi di tutti , come una specie di spicopatico pericoloso , magari assumendo come prova inconfutabile qualche fatto della a vita privata non conosciuto ma solo vagamente intuito attraverso le chacchiere di circolo. Insomma , scarica fiele oggi e scarica domani ecco che il nostro pozzo è avvelentao come si deve ed i derelitti Tizio e Caio , e magari il povero Sempronio ,la cui colpa è semplicemente quella di essere loro amico e di non unirsi ai capannelli dei calunniatori , scoprono prima o poi di essere praticamente isolati e si rendono conto che non ha più senso farsi il mazzo per il circolo.
E gli altri?Come fanno 3 o 4 male marce ad avvelenare un sodalizio di 30 o 40 persone????? La risposta è semplice: 10 frequentano poco o nulla , altri 10 ci sono ma dormono o giocano lampo , altri 10 decidono che alla fine è bene non immischiarsi , anche se sann che Tizio e Caio sono quelli cui magari si deve la nascita, il buon funzionamento del circolo e perfino qualche lezione di scacchi gratis . Ah, dimenticavo....ce ne sono altri 10 che in separata sede ,ciascuno per cavoli suoi, diranno a Tizio e Caio che quella che è successa è una brutta cosa e che loro sono davvero molto dispiaciuti : ma allora perchè non hanno mosso un dito ????? Fra tante vampate di nauseabonda putrefazione etica , quello che resta è un panorama sconfortante : Tizo , Caio e Sempronio se ne vanno ( scelta praticamente forzata ) e si iscrivono altrove , mentre gli " altri" , i golpisti , gli indifferenti ed i codardi , restano al capezzale del circolo per assisterlo in una inesorabile ma prevedibilissima perdita di tesserati , iniziative e credibilità.
Questa , insomma , è la storia dell scissione -tipo nei circoli scacchici , quelli ( quasi tutti ) in cui ci si preoccupa di fare incetta i tesserati senza prima controllarne anche la qualità : colpa dll'entusiasmo dei dirigenti, dei regolamenti federali e della malauguata tendenza al buonismo di questa nostra società dove tutti sono bravi , belli e simpatici...tutti senza eccezione , perchè in fondo idiozie come educazione, lealtà e rispetto reciproco sono sovrastrutture fuori moda !!!! Possiamo trarre una morale da tutto ciò? Non saprei , perchè difficilmente si traggono insegnamenti utili dall'immondizia ... di sicuro,la cena sociale del dopo golpe deve essere quacosa di memorabile , con la luce della presunta vittoria che brilla negli occhi dei vincitori che tirano battute di fuoco sui nemici ormai assenti , in un tessuto associativo ormai bello marcio di ipocrisia , livore ed invidi inconfessabili. Specialità della casa : lingue bollite in salsa di fiele...ma intanto il fiele non può più far male a chi se ne andato : E' TUTTO PER CHI RESTA !!!!!
E la Gioconda annuncia matto in sedici !

Di Frate Luca Bartolomeo Pacioli , matematico rinascimentale dai molti talenti , si credeva di conoscere tutto. O meglio: quasi tutto. Quello che non si conosceva era che il nostro erudito fraticello fosse anche un appassionato e competente giocatore di scacchi , al punto da scrivere un trattatello ( De Ludo Scachorum ) che si è recentemente riproposto agli onori della cronaca ricomparendo dal geloso silenzio di una biblioteca privata di Gorizia.
OK , un altro manoscritto da sfruttare a dovere , fra mostre , articoli di riviste in carta patinata e quant'altro. Ad esser bravi si può concepire anche un evento mediatico con Sgarbi o personaggi del suo tipo, basta che poi tutto venga correttamente sovvenzionato da amministrazioni locali ambiziose e spendaccione. Peccato che questa volta non si tratti del " solito" manoscritto , perchè l'occhio lungo di qualche erudito del terzo millennio vi ha intravisto il tocco raffinato e prezioso di un misterioso collaboratore capace di disegnare i pezzi dei vari diagrammi con il tratto magico dell'artista e del genio. O meglio : del...Genio! Si,perchè il Genio per eccellenza , ovverossia Leonardo in persona , sarebbe il raffinato ideatore dei pezzi mirabilmente disegnati che infestano il trattatello nobilitandone l'esistenza : si tratta , naturalmente , di una paternità solo attribuita , ancora non suffragata da prove schiaccianti , ma i molteplici e convergenti indizi fanno correre la fantasia . E' infatti dimostrato che Leonardo e Pacioli , alla cui collaborazione si deve per certo un'opera che non ha nulla a che fare con gli scacchi ( De Divinae Proportione ), avevano in comune la passione per il gioco dei Re : se questo è pacifico per il brillante frate , è di certo interessante notare che vari riferimenti ci indicano inequivocabilmente che il Genio conosceva le regole degli scacchi ed amava giocarvi , ma soprattutto che le sue idee in fatto di design , tanto per usare una terminologia moderna , erano ben più avanzate di quelle rappresentate dalle tozze figure delle scacchiere del tempo.
Le stesse idee , nella forma di figure slanciate ed eleganti , si ritrovano nelle pagine del De Ludo Scachorum e lo rendono , comprensibilmente , un documento unico nel suo genere , di gran lunga più raffinato e originale di molte opere contemporanee. Forse , di qui a qualche anno, critici ed esperti avranno risolto l'arcano ed accertato se davvero Leonardo può accampare un diritto di cittadinanza fra le comunità di scacchisti : di certo , nel frattempo , l'immaginazione corrre al sorriso enigmatico di Monna Lisa che annuncia un diabolico matto in sedici...ma non bastava la Principessa Sherazade , la bellissima stratega delle Mille e Una Notte? Non saprei , forse basterebbe anche una figura femminile dai sapori più quotidiani , beatamente stordita fra le code di un supermercato , una piccola utilitaria ed il corso di acqua - gym......tanto sempre di matto in sedici si tratta!!!!!
L'anno che verrà ovvero...lettere al direttore

Si sa che il confronto di opinioni e le critiche,quando sono sincere e disinteressate , hanno il pregio di arricchire e stimolare .Sono ,direi , il sale ed allo stesso tempo la gratificazione per chiunque affidi i risultati del proprio lavoro al giudizio di un pubblico indistinto ed eterogeneo , ma sono ,talora, anche spunto di riflessione e materia di lavoro per rinnovarsi e migliorarsi.
Così , quando questo blog partì , come oggi usa dire "a fari spenti o quasi " , nessuno poteva prevederne l'evoluzione nè poteva escludersi,viceversa , la morte precoce che tocca a tante iniziative scacchistiche che nascono ,crescono e muoiono fra l'indifferenza generale .Posso dire che nel tempo sono arrivati visitatori , manifestazioni di incoraggiamento ed espressioni di gradimento e condivisione dei contenuti ; sono arrivati purtroppo anche gli insulti e le minacce ( ovviamente da un anonimo che non sa neppure di non essere tale ) ,ma questo è praticamente inevitabile quando si ha il coraggio di raccontare fatti veri ed esprimere su di essi valutazioni che , se pure legittime ed anzi spesso ineccepibili , non possono ovviamente piacere a tutti...soprattutto a chi si vede contestare fatti ed azioni che non fanno onore a chi li compie.
Il contributo che recentemente la sociologa Laura Tussi ha inviato a questo blog sotto forma di commento ,poi, ha sicuramente impreziosito il tutto , soprattutto per il fatto di aver violato l'isolamento di cui soffrono gli scacchi rispetto alla cultura ufficiale .L'idea della solitudine del giocatore di scacchi ,che a mio avviso è paragonabile dal punto di vista agonistico a quella di un maratoneta o di un cultore di arti marziali nel confronto interiore fra se stesso e le difficoltà della competizione , si colora di significati ancora più profondi se vista dal lato schiettamente creativo ,laddove lo spirito si esprime con pezzi e pedoni esattamente come il pittore fa con i pennelli o lo scrittore con la parole e la loro forza narrativa. L'ironia e la vis polemica che caratterizzano dalle sue origini questo spazio , insomma, hanno potuto per una volta lasciare campo ad un approccio più meditato e problematico , che spero possa prossimamente tornare a fare capolino fra i molti argomenti che si alternano di post in post.
Ma il contributo più profondo e gradito ,quello probabilmente più lungimirante perchè elargito in una fase ancora precoce del blog , è quello scritto a livello informale ( una tranquilla mail privata ) da una amica assolutamente profana di scacchi,ma in compenso assai erudita riguardo agli studi medioevalistici ( a proposito : nella foto del castello di Melfi c'è un po' dell'orgogliosa indipendenza di questo blog ). Costei,al secolo la dottoressa Anna Teresa Rondinella , ha elargito suggerimenti ed indicazioni che pubblico solo oggi ( e soprattutto con il suo consenso ) dopo un'approfondita riflessione effettuata in due fasi distinte: inizialmente " a caldo" , sull'onda della lettura della mail , e soprattutto a distanza di mesi , articoli e prospettive....ma leggete un po' voi......
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Ciao Stefano,
è scontato ricordarti, che ogni scritto è frutto di scelte personali, e per quanto ci si sforzi di restituire al lettore un’ immagine la più completa ed oggettiva possibile della “disciplina”, essa risente dei giudizi e delle esperienze personali dell’autore.
Sono certa che quanti avranno il desiderio di avvicinarsi al gioco degli scacchi, attraverso le pagine del tuo sito, vi riconosceranno spunti e suggerimenti per riandare all’origine delle molteplici tattiche di gioco trattate: il fatto di essere riuscito almeno in questo, non lo rende un sito inutile.
Occorre richiamare l’attenzione e l’interesse del pubblico, da un lato, basandosi sulla cultura più estesa, in cui i nomi dei grandi giocatori hanno un persistente potere evocativo per gli esperti, dall’altro, è necessario fornire strumenti per l’apprendimento delle tecniche basilari del gioco per chi è assolutamente ignaro in schemi e in tattiche di gioco.
Dunque io farei tre link, “principianti”, “livello medio”,”esperti”, questo se vuoi che sia veramente un sito fruibile ai più, dunque un vero cepu del gioco a scacchi.
Per gli esperti, ai quali per ora tu ti rivolgi (così mi pare di percepire), giocherei sicuramente sull’auto ironia ben riuscita, ma anche sull’eco di scire e reminisci, il conoscere aperto da un ricordare, specie per partite che hanno segnato la storia nel gioco scacchistico, e sono pertanto con diverso grado di consapevolezza patrimonio collettivo e non solo individuale.
Inoltre, non posso mancare di suggerirti di realizzare un link (magari brevissimo) sulla storia degli scacchi; a tal riguardo c’è il bellissimo libro di Chiara Frugoni,Occhiali, bottoni ed altre invenzioni medievali, Laterza 2002,che traccia una sintesi dei giochi “inventati” dagli uomini nel medioevo, tra cui anche il gioco degli scacchi.
In tal modo si accompagna il lettore nei molteplici itinerari che un gioco, come quello degli scacchi, può offrire,con quella libertà di avanzare e tornare indietro, che sola propizia profonde riflessioni e ripensamenti, e fa meglio abitare in diversi anni e secoli, cogliendone involuzioni e progressi, con una curiosità di comparazione,che solo la partita a scacchi riesce a soddisfare.
Tutte queste mie osservazioni, scaturiscono da una lettura veloce del sito da te realizzato, mi scuso per il linguaggio inappropriato.Certamente non ho gli strumenti adatti per capire molto di quello che hai scritto,ma l’intenzione nei suggerimenti resta certamente delle migliori.
Se fosse stato vivo mio padre, sono certa che avrebbe apprezzato una simile iniziativa, dal momento che amava il gioco degli scacchi, che per me resta un mondo inaccessibile.
Con queste buone intenzioni ti saluto, appena il mio amico mi invia l’e-mail, avrò cura di rigirartela, perlomeno con lui avrai modo di parlare nella stessa lingua.
Ti auguro un buon proseguimento di giornata
AnnaTeresa.
Ok,lo so ora i puristi osserveranno che gli scacchi antichi nascono in India , in Persia o forse addirittura in Cina , ma non furono gli uomini del medioevo , i giocatori della scuola italiana , che trasformarono il gioco velocizzandolo? Non fu il medioevo a trasformare il Vizir di araba memoria nella potentissima ed intraprendente Regina? Detto questo, non posso non rileggere in queste righe un suggerimento editoriale , un'idea che sta alla base del lapsus freudiano con cui si definisce sito un modesto blog......e se davvero fosse questa l'evoluzione?Se davvero fosse arrivato il momento di differenziare le pagine di Managazz e di trasformarlo in sito con tanto di motore di ricerca ? Se fosse arrivato il momento di razionalizzare il flusso alluvionale delle informazioni ? Se fosse davvero il caso di creare spazi differenti fra loro , ma comunque coerenti , in modo che tutti potessero trovare la dimensione utile a progredire o semplicemente ricavare occasioni di relax e divertimento?
Onestamente,solo 15 mesi fa, tutto questo mi sembrava bello , ma sinceramente difficile da realizzare...oggi , questo testo ragionato e saggiamente argomentato , ma soprattutto emotivamente vivo e partecipe , mi sembra molto ma molto vicino a ciò che sento utile e concretamente fattibile per evolvere ulteriormente questo piccolo ma operoso blog . Ed è con questo spirito che Managazz si rimette in cammino anche per il 2008 !!!!!
Aria pulita

La frequentazione notturna del sito di playchess , giustificata dall'esigenza impellente di vedere le partite del mondiale messicano in barba al fuso orario , ha avuto l'ulteriore pregio di farmi riscoprire qualcosa che credevo ormai catalogato fra i miei polverosi ricordi: quel clima di complicità e di vivace confronto "ideologico " che si crea ogni qualvolta dei vecchi appassionati di scacchi, amici-avversari di tante battaglie , si ritrovano per curiosare intorno alle scacchiere ,alle partite dei super campioni , alle interminabili querelle su aperture dai nomi altisonanti e complicati. Curioso ed assonnato , identificato da pseudonimi fatti per lo più d'ironia, il popolo dei vecchi irriducibili si è preso la sua rivincita trasformando la sala virtuale in una specie di festoso happening ed arricchendolo di quello che tanto spesso manca all'asfittico e settario ambiente scacchistico di oggi: la passione.
Chi non c'era non può capire : nessuno parlava di Coni e Federazione , nessuno blaterava di Elo gonfiati e caro-tessere e nessuno sputacchiava qua e là sulle miopie politiche di questo o quel Comitato Regionale....niente di tutto questo , perchè c'era posto solo per ciò che accadeva sulle scacchiere e ed alle nostre emozioni. Che dire poi dell'inevitabile aliquota di fischeriani che osserva che Bobby , al posto di Grischuk , avrebbe vinto quel finale di torre e pedoni contro Anand? E le polemiche sul Marshall? Non l'avevano forse confutato dai tempi di Spasskij???? No,no,oggi si gioca di nuovo come negli anni '60....ma non è meglio la Breyer ? No,no,ragazzi....recentemente Ivanchuk ha ripreso a giocare il Dragone come quando aveva vent'anni......accidenti,ma non lo abbiamo giocato noi a Viareggio nel 2001? si,mi pare fosse il 2001.....vi sbagliate , c'ero anch'io quella volta, era il 2002 e giocaste un Dragone accelerato.....vero,vero.....ma gioca sempre Filippo Pieri? E' un sacco che non si vede.....accidenti se era forte........
Eh, che volete che vi dica? Fa bene ritrovare i vecchi amici e le vecchie discussioni,quelle che ti fanno stare fino alle due del mattino , davanti alle porte ormai chiuse del circolo , mentre ti accanisci a dimostrare che alla fine ,nella variante Taimanov della Benoni Moderna , il bianco sta meglio ma non è proprio proprio tutto chiaro......Aria pulita, provvidenziale ed opportuna , giunta appena in tempo a spazzar via i miasmi delle ipocrite e disoneste discussioni della "politica a 64 caselle " e dei suoi paggiori attori. Via tutto , via il puzzo dei tornei " taroccati", via i giornalisti-faccendieri , via i furbetti del " circolino".
Qui ci sono gli appassionat,quelli veri , quelli che fanno le tre del mattino per vedere un finale di torre e ricordarsi che nel 1989 , a Sesto Fiorentino , qualcuno riuscì a vincere una posizione quasi uguale.......
La metafora della vita
In un precedente articolo , ci siamo soffermati sulle origini guerriere ( ma dovremmo dire forse cavalleresche ) del gioco degli scacchi .Tutto vero , ci mancherebbe , ma se la civiltà degli umani evolve non si vede perchè il mondo delle 64 caselle dovrebbe restare estraneo a tale affascinante cammino.
La lotta fra Bianchi e Neri , ormai libera da paragoni troppo stringenti con i rituali della strategia militare , si infatti spostata su di un terreno esistenziale , arricchendosi di simbolismi suggestivi e densi di significati estremamente cari al pensiero moderno ,In particolare , fu il grande Lasker a comprendere appieno il senso profondo della lotta scacchistica , al punto da farne una metafora della sua stessa esistenza : come non ritrovare l'ìngegno indomito di questo grandissimo campione nelle vicende della sua vita ? E non mi riferisco , si badi bene , al Lasker vincente e staripante , al campione del mondo di scacchi ed all'insigne accademico di Heidelberg...mentre scrivo ripenso al vecchio campione esule in terra americana , ridotto in povertà dalla persecuzione nazista contro gli ebrei , capace di lottare con il fuoco della propria energia per sbarcare il lunario tenendo conferenze e scrivendo articoli per i giornali newyorkesi.Cadere e rialzarsi , senza neppure chiedersi perchè , imporre a se stessi di non arrendersi per nessuna ragione al mondo : l'uomo che lotta , che soffre , che affronta le avversità con le armi dell'ingegno e del carattere , lontano ormai da ogni tentazione di titanismo ,ma forte della propria consapevole energia.
L'uomo , e non il superuomo , è dunque protagonista di questa trasfomazione e pone al centro della partita la propria stessa esistenza ed il proprio percorso .I giocatori , così, si confrontano armati ognuno della propria verità e del proprio bagaglio di esperienze e convinzioni : è la guerra di ogni giorno , quella che raccontiamo con le nostre partite e ci portiamo dentro per le strade del mondo come un bagaglio invisibile . Siamo umani , per fortuna , ancora capaci di creare e lottare , come se l'energia del pensiero potesse trasferirsi all'interno di ciascuna pedina ed animarla come una cosa viva. Si scrive lotta....si pronuncia vita.
L'esistenza ha trovato la sua metafora.
Solo per i più colti.........
Ebbene si....diciamolo : gli scacchi furono , sono e saranno un meraviglioso fenomeno che ha intrecciato arte ,cultura , storia , costume e politica in un grande mosaico a 64 caselle. Gioca a scacchi la principessa Sherazade nella celebre novella tratta dalle MIlle e Una Notte , gioca a scacchi Napoleone con i suoi generali, giocano a scacchi Fidel e Che Guevara nella Cuba rivoluzionaria...e poi ancora musicisti ( E.Morricone , Bono ), attori ( H.Bogard ) , scrittori ( Tolstoj ) , scienziati ( Majorana , Berliner )...tutti folgorati dal mistero di quei sedici inquietanti pezzi di legno che lottano , muoiono e risorgono come eterni mutanti . Per qualcuno è un mistero laico,forse blasfemo, al punto da essere messo all'indice dai Talebani e guardato con sospetto dalla santa Inquisizione seicentesca; per altri è un mistero benedetto da Dio , come per le devote donne georgiane che ricevono in dono una scacchiera nel loro corredo nuziale ; per qualcuno è il mistero della Morte che gioca a scacchi con l'umanità ( simboleggiata dal cavaliere bergmaniano "Il settimo sigillo " ) ; per altri , addirittura , è il mistero dell'uomo che riproduce la propria intelligenza nella sua folle corsa all'auto distruzione ( il computer Hal 9000 di odissea nello Spazio ).........
Gli scacchi sono tutto questo e molto altro , dunque , ma possiamo credere che qualcuno scioglierà una buona volta questo mistero? Hans Berliner , ex campione del mondo per corrispondenza e grande studioso di intelligenza artificiale , ha preconizzato che questo potrebbe accadere entro il 2030 , quando forse verrà svelato l'algoritmo capace di contenere LA soluzione del gioco ...ma basterà un algoritmo a svelare il mistero della bellezza di Sherazade? O forse la principessa ha in serbo per noi un nuovo affascinante trucco?





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