E la Gioconda annuncia matto in sedici !

Di Frate Luca Bartolomeo Pacioli , matematico rinascimentale dai molti talenti , si credeva di conoscere tutto. O meglio: quasi tutto. Quello che non si conosceva era che il nostro erudito fraticello fosse anche un appassionato e competente giocatore di scacchi , al punto da scrivere un trattatello ( De Ludo Scachorum ) che si è recentemente riproposto agli onori della cronaca ricomparendo dal geloso silenzio di una biblioteca privata di Gorizia.
OK , un altro manoscritto da sfruttare a dovere , fra mostre , articoli di riviste in carta patinata e quant'altro. Ad esser bravi si può concepire anche un evento mediatico con Sgarbi o personaggi del suo tipo, basta che poi tutto venga correttamente sovvenzionato da amministrazioni locali ambiziose e spendaccione. Peccato che questa volta non si tratti del " solito" manoscritto , perchè l'occhio lungo di qualche erudito del terzo millennio vi ha intravisto il tocco raffinato e prezioso di un misterioso collaboratore capace di disegnare i pezzi dei vari diagrammi con il tratto magico dell'artista e del genio. O meglio : del...Genio! Si,perchè il Genio per eccellenza , ovverossia Leonardo in persona , sarebbe il raffinato ideatore dei pezzi mirabilmente disegnati che infestano il trattatello nobilitandone l'esistenza : si tratta , naturalmente , di una paternità solo attribuita , ancora non suffragata da prove schiaccianti , ma i molteplici e convergenti indizi fanno correre la fantasia . E' infatti dimostrato che Leonardo e Pacioli , alla cui collaborazione si deve per certo un'opera che non ha nulla a che fare con gli scacchi ( De Divinae Proportione ), avevano in comune la passione per il gioco dei Re : se questo è pacifico per il brillante frate , è di certo interessante notare che vari riferimenti ci indicano inequivocabilmente che il Genio conosceva le regole degli scacchi ed amava giocarvi , ma soprattutto che le sue idee in fatto di design , tanto per usare una terminologia moderna , erano ben più avanzate di quelle rappresentate dalle tozze figure delle scacchiere del tempo.
Le stesse idee , nella forma di figure slanciate ed eleganti , si ritrovano nelle pagine del De Ludo Scachorum e lo rendono , comprensibilmente , un documento unico nel suo genere , di gran lunga più raffinato e originale di molte opere contemporanee. Forse , di qui a qualche anno, critici ed esperti avranno risolto l'arcano ed accertato se davvero Leonardo può accampare un diritto di cittadinanza fra le comunità di scacchisti : di certo , nel frattempo , l'immaginazione corrre al sorriso enigmatico di Monna Lisa che annuncia un diabolico matto in sedici...ma non bastava la Principessa Sherazade , la bellissima stratega delle Mille e Una Notte? Non saprei , forse basterebbe anche una figura femminile dai sapori più quotidiani , beatamente stordita fra le code di un supermercato , una piccola utilitaria ed il corso di acqua - gym......tanto sempre di matto in sedici si tratta!!!!!





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